L’Enciclopedia Treccani online definisce il Welfare Aziendale come “il complesso delle erogazioni e prestazioni che un’azienda riconosce ai propri dipendenti con lo scopo di migliorarne la vita privata e lavorativa”.
La pandemia globale ha fortemente accentuato l’esigenza dei lavoratori di vivere l’impiego in modo più sano e la voglia di mantenere un grado adeguato di benessere anche nello svolgimento della propria professione.
Le aziende da un lato si sono adeguate a questa nuova necessità rendendo più flessibili le regole e le routine lavorative e mettendo in atto strategie per incrementare il benessere all’interno dei luoghi di lavoro, dall’altro hanno avuto la possibilità di sostenere i propri dipendenti grazie ai cosiddetti flexible benefit, ovvero l’erogazione di servizi di vario genere che hanno l’obiettivo di migliorare il benessere personale e/o familiare dei lavoratori.
Questa categoria di incentivi (a differenza dai benefit economici classici, che sono soggetti a tassazione come parte integrante della retribuzione), sono completamente esenti da tasse e contributi e interamente deducibili dal reddito d’impresa.
L’elenco dei beni e servizi considerati di “utilità sociale” che è possibile considerare incentivi esenti, è riportata nell’Art. 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sul Reddito) e possono riguardare sanità integrativa, servizi all’infanzia e all’istruzione, assistenza familiare, assicurazioni, mutui e prestiti, mobilità e trasporto, cultura e tempo libero, fringe benefit.
Per la sua intrinseca natura multidisciplinare, lo Studio Ponti, per quanto riguarda il Welfare Aziendale, ha la possibilità di offrire una serie variegata di possibilità che vanno dall’assistenza personale per i lavoratori, fino alla presa in carico dell’intera famiglia, passando per l’educazione dei figli.
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