Disturbi Emotivi/Relazionali

Tutti quei disagi e difficoltà che una persona può sperimentare all’interno della propria dimensione emotiva, affettiva e/o relazionale; generalmente accompagnati da scarsa autostima, atteggiamenti di rifiuto, senso di impotenza, rabbia.

Possono essere causati da problemi familiari, cambiamenti, morte, lutto, distacchi o perdite affettive in generale, fallimenti (ad esempio fallimenti scolastici/lavorativi), eventi traumatici oppure da problematiche relazionali in famiglia, a scuola, con i pari (ad esempio bullismo o cyberbullismo), al lavoro, o ancora rappresentare ripercussioni psicologiche per patologie proprie o di persone care, per la confusione su identità di genere o orientamento sessuale.

Le Aree Disciplinari coinvolte sono Psicologia, Psichiatria, Psicoterapia, Neuropsicomotricità e Mindfulness.

Disturbi Emotivi

Difficoltà nel gestire emozioni, relazioni e sentimenti che possono provocare:

  • Bassa autostima
  • Cattiva gestione delle emozioni
  • Difficoltà affettive e relazionali
  • Difficoltà nella gestione e nella comunicazione delle emozioni
  • Amico immaginario
  • Ansia (vedi Disturbi D’Ansia)
  • Fobie specifiche
  • Mutismo selettivo
  • Tic o Balbuzie (vedi Disturbi del Neurosviluppo)
  • Disturbi del sonno e Pavor nocturnus
  • Disturbi dell’umore (Disturbi Depressici e Bipolari)
  • Disturbi psicosomatici
  • Forme di stress post-traumatico
  • Rabbia
  • Riduzione di interesse per attività piacevoli/sempre svolte
  • Ritiro sociale
  • Vulnerabilità
  • Aggressività
  • Emotività
  • Enuresi/Encopresi
  • Fluttuazione dell’umore
  • Insonnia

Percorso di Neuropsicomotricità incentrato sul lavoro di gruppo per socializzazione, condivisione e cooperazione e l’espressione delle emozioni attraverso il corpo e il gioco.

Percorso di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale incentrato sulla gestione emotiva, sull’identificazione e modifica dei pensieri che possono influenzare i comportamenti, sul miglioramento dell’autostima, dell’autoefficacia e delle relazioni interpersonali.

Nei casi in cui il disturbo non sia eccessivamente radicato o nei primi anni di vita, si può lavorare sulla gestione delle emozioni anche attraverso percorsi di Mindfulness.

Quando indicato si può procedere a Valutazione Psichiatrica.

Disturbi della Cognizione Sociale

Difficoltà nell’interazione con le altre persone, in particolare dal punto di vista della capacità di comprenderne comportamenti, intenzioni, relazioni e di utilizzare queste informazioni per adeguare il proprio comportamento alla situazione.

  • Incapacità di elaborare, riconoscere, comprendere le emozioni in sé e nelle altre persone
  • Mancata percezione sociale ovvero mancato riconoscimento di ruoli, regole e contesti
  • Teoria della mente o Theory of Mind (ToM)
  • Difficoltà nell’attribuire le cause degli eventi (a se stessi, alle proprie capacità, agli altri, a circostanze esterne, …)

Percorso di Neuropsicomotricità incentrato sul lavoro di gruppo per socializzazione, condivisione e cooperazione e l’espressione delle emozioni attraverso il corpo e il gioco.

Percorso di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale incentrato sul miglioramento della capacità di interpretare correttamente le espressioni facciali, il linguaggio del corpo e le emozioni proprie e altrui.

Disturbi della Consapevolezza

Disturbi che impediscono di percepire il mondo nelle sue componenti reali, dal punto di vista pratico o emotivo, per quanto riguarda sé stessi o l’ambiente circostante.

  • Alessitimia o Deficit della Consapevolezza emotiva: detta anche analfabetismo emotivo, rappresenta una condizione che impedisce sia di riconoscere, che di descrivere verbamlmente i propri stati emotivi o quelli di altre persone.
  • Delirio: convinzioni o idee che, pur essendo evidentemente errate, permangono a costruire mondo e sistema valoriale delle persone che ne sono affette.
  • Stato confusionale o confusione mentale: difficoltà a ragionare in modo rapido, corretto e coerente alla situazione in cui ci si trova.
  • Ottundimento o Ridotto livello di coscienza: riduzione della consapevolezza (di sé e del mondo circostante), rallentamento delle risposte agli stimoli esterni, difficoltà cognitive.
  • Iperattività: irrequietezza, attività motoria eccessiva, difficoltà a mantenere una posizione statica quando richiesto (es. stare seduti al banco).
  • Ipoattività: diminuzione ingiustificata (dal punto di vista clinico) di attività motoria che può sfociare nella letargia.

Percorso di Neuropsicomotricità incentrato sul lavoro di gruppo per socializzazione, condivisione e cooperazione e l’espressione delle emozioni attraverso il corpo e il gioco.

Attraverso la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale si lavora sul riconoscimento e accettazione del proprio disturbo, sullo sviluppo di strategie compensative adeguate e sulla gestione emotiva e cognitiva.

Quando indicato si può procedere a Valutazione Psichiatrica.

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