La famiglia
Arianna Ridolfi, 43 anni, psicologa in libera professione, vive a Faenza in zona borgo, in una villetta a schiera in via Pellico, insieme a Giuseppe Savorani, 47 anni, insegnante di lettere e ai figli Eloisa, di 11 anni e Giacomo, di 5 anni. La famiglia ha un reddito medio-alto.
Arianna lavora presso il proprio studio privato in centro, solitamente solo di pomeriggio. Al mattino e nel tempo libero le piace fare passeggiate e leggere libri.
Giuseppe è laureato in lettere ed è professore di ruolo al Liceo Classico di Faenza, dove insegna lettere, latino e greco. Di pomeriggio segue Eloisa nei compiti e porta i figli a giocare al parco. Nel tempo libero va in piscina.
Giacomo frequenta l’ultimo anno della scuola dell’infanzia.
Eloisa
Eloisa frequenta il primo anno della scuola secondaria di I grado e va a scuola in bici o a piedi perché abitano lì vicino; i genitori non le permettono ancora di utilizzare i mezzi pubblici perché non la considerano ancora pronta. Ha il cellulare ma i suoi genitori la ritengono troppo piccola per l’utilizzo dei social. I genitori utilizzano molto instagram e linkedin.
A scuola ha qualche difficoltà in matematica, le piace storia e odia grammatica. A parte qualche insufficienza occasionale nelle verifiche di matematica i suoi risultati scolastici possono definirsi discreti.
Eloisa è una bambina molto solare e simpatica. Le piace andare al parco con il fratellino e va a calcio tre volte a settimana, si diverte guardando i cartoni animati della Disney e si commuove se qualcuno le fa un complimento; piange quando non riesce a portare a termine come vuole un obiettivo che si è prefissata. Ride quando è insieme alla sua famiglia, alle amiche e quando guarda i film comici. Si emoziona quando prende un bel voto in matematica e durante le festività. Piange quando è troppo arrabbiata a causa della frustrazione provocata dalle sue difficoltà scolastiche.
DSA
Ha un DSA a carico delle abilità numeriche e gravi fragilità a carico della comprensione del testo, che le rendono particolarmente ostiche interrogazioni e verifiche; la sua motivazione allo studio e la sua autostima si sono abbassate durante questo primo anno nella nuova scuola e, come un cane che si morde la coda, questo la porta a bloccarsi durante verifiche e interrogazioni, presa da uno stato d’ansia collegato alla bassa autostima.
Anche a casa perde molto tempo prima di mettersi a fare i compiti, nonostante le numerose sollecitazioni da parte del padre.
I genitori di Eloisa cercano un aiuto per insegnarle ad utilizzare gli strumenti compensativi ed aiutarla nel trovare un metodo di studio che la renda serene e che sia veloce per non passare tutto il pomeriggio sui libri o ridursi a finire i compiti dopo cena.
La soluzione
Potenziare le abilità numeriche deficitarie e insegnarle un metodo di studio efficace per le sue difficoltà. Sarebbe utile un percorso sull’acquisizione di un metodo di studio efficace che la aiuti a ridurre il tempo che dedica allo studio e per far sì che, utilizzando le mappe durante le interrogazioni e le verifiche, le sue performance siano migliori e senza ansia. In questo modo si innalzeranno il suo senso di autoefficacia, la sua motivazione a studiare e la sua autostima.
